Accredia e UNI hanno pubblicato la terza edizione (2026) della brochure “UNI/PdR 125 Frequently Asked Questions – Indirizzi applicativi per la UNI/PdR 125”. Non è una semplice “ristampa”: è un documento che mette ordine su applicazione della prassi, lettura dei KPI e gestione dell’audit.
Il punto chiave, soprattutto per chi lavora con la certificazione accreditata: per gli Organismi di Certificazione (OdC) le interpretazioni contenute nelle FAQ sono prescrittive.
Tradotto: meno discrezionalità, più uniformità di valutazione.
Perché l’edizione 2026 è importante (anche se le FAQ esistevano già)
Le FAQ erano già state pubblicate (edizioni 2022 e 2024). L’aggiornamento 2026 nasce per essere più operativo e “al passo coi tempi”, in un contesto in cui la parità di genere è sempre più centrale nelle strategie aziendali, nei requisiti di filiera e nei percorsi ESG.
Prima: le domande ricorrenti
Nelle prime applicazioni dello schema, molte organizzazioni si sono scontrate con dubbi pratici, ad esempio:
- quali KPI siano davvero applicabili e in quali casi
- come gestire dati mancanti o indicatori difficili da misurare
- come usare benchmark esterni (es. ISTAT/INPS)
- come impostare audit e sorveglianze in modo coerente
Dopo: cosa consolida l’edizione 2026
Il messaggio è più netto: meno interpretazioni “elastiche” e più regole operative.
Per chi vuole certificarsi significa una cosa molto concreta: la preparazione diventa ancora più determinante, perché la valutazione tende a essere più standardizzata.
I chiarimenti più rilevanti delle FAQ 2026 (in pratica)
Di seguito i punti che emergono in modo esplicito dal documento e dalla comunicazione di Accredia.
1) La norma di riferimento è la UNI/PdR 125:2022 (e basta)
Le FAQ chiariscono che la prassi applicabile è esclusivamente la UNI/PdR 125:2022.
Viene anche ribadito che la UNI ISO 30415 è una linea guida: non definisce requisiti, quindi non è certificabile e non è accreditabile.
2) KPI: senza dati, il punteggio è zero
Qui l’approccio è molto operativo (e spesso sottovalutato):
- se un indicatore non è misurabile e mancano i dati richiesti, il punteggio è 0
- non sono ammesse alterazioni del calcolo o esclusioni “comode” di indicatori
Questo rende il sistema più rigoroso e più difendibile: la certificazione deve poggiare su evidenze e misurazioni.
3) KPI qualitativi: logica “on/off”
Per i KPI qualitativi, la logica è chiara:
- il punteggio si assegna solo se il KPI è soddisfatto
- se non lo è, il punteggio è zero (niente punteggi parziali)
4) Benchmark e fonti: ISTAT e INPS
Le FAQ ribadiscono che i benchmark:
- sono messi a disposizione da ISTAT (periodicamente e su richiesta), non da UNI né da Accredia
- per alcuni indicatori legati alla genitorialità, i benchmark possono arrivare anche da INPS
Inoltre, per alcuni KPI i dati necessari al computo devono essere riferiti ai due anni precedenti la verifica.
5) Audit: regole, tempi e metodo (IAF MD 5)
Per la durata degli audit di certificazione, mantenimento e rinnovo, viene richiamato il riferimento ai documenti IAF, in particolare IAF MD 5 (in revisione vigente).
Viene anche specificata una metodologia per il calcolo degli addetti equivalenti (FTE) per la UNI/PdR 125, considerando che il sistema impatta soprattutto processi di Governance/HR.
Dettaglio molto concreto: in prima certificazione non è consentito scendere sotto la soglia minima prevista da IAF MD 5 (1,5 giorni).
Cosa significa per aziende, PA, partner e stakeholder
Questo aggiornamento rende più chiaro un punto: la certificazione accreditata non è un “bollino”, ma un meccanismo che deve produrre cambiamenti organizzativi misurabili.
Per le organizzazioni che vogliono certificarsi, il messaggio è pratico:
- serve un sistema sostenuto da evidenze
- serve misurabilità (dati, fonti, criteri di calcolo)
- serve continuità (sorveglianza annuale, rivalutazione KPI biennale, rinnovo triennale)
Consiglio operativo: partire da un audit preliminare (gap assessment)
Se l’obiettivo è arrivare alla certificazione con tempi certi e senza rilievi “evitabili”, il modo più efficace per iniziare è un audit preliminare.
Un gap assessment serve a:
- verificare quali KPI sono applicabili e come misurarli
- controllare disponibilità e qualità dei dati (inclusi benchmark)
- definire le evidenze documentali necessarie
- impostare una pianificazione realistica verso certificazione e sorveglianze
Richiedi un preventivo
Se vuoi avviare il percorso verso la certificazione UNI/PdR 125:2022 (o pianificare sorveglianza/rinnovo), possiamo supportarti con un audit preliminare e con la gestione dell’iter di certificazione.
Per un preventivo, compila la nostra raccolta dati dove ci indicherai:
- settore e sede/i operative
- numero di addetti/addette (anche FTE se disponibile)
- eventuale presenza di più società/legal entity
- stato attuale (prima certificazione, sorveglianza, rinnovo)
Ti rispondiamo con una proposta chiara: attività, tempi e documenti necessari.
Fonti ufficiali
- Articolo Accredia: https://www.accredia.it/comunicazione/notizie/parita-di-genere-aggiornate-le-faq-sulla-certificazione-accreditata-uni-pdr-125/
- Pagina documento “FAQ – Indirizzi applicativi”: https://www.accredia.it/documenti/faq-indirizzi-applicativi-per-la-uni-pdr-125/
- UNI/PdR 125: https://store.uni.com/uni-pdr-125-2022
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